IL PROJECT MANAGER COME ALCHIMISTA DEL CAMBIAMENTO: TRASFORMARE LA CULTURA AZIENDALE OLTRE I CONFINI DEL PROGETTO

Autore: Andrea Trinca  | 1 August 2025

The Project Manager as an Alchemist of Change

Dal coordinamento alla trasformazione: come i project manager possono guidare il cambiamento culturale e promuovere l’innovazione nelle organizzazioni.

Nel mondo del Project Management il successo non si misura più solo in termini di tempi, budget e deliverable rispettati. Oggi i Project Manager sono chiamati a svolgere un ruolo più ampio: diventare agenti del cambiamento, capaci di trasformare la cultura aziendale e diffondere nuove pratiche oltre la durata di un singolo progetto. Come moderni alchimisti, combinano visione strategica, leadership e intelligenza collettiva per catalizzare l’innovazione e l’adattamento continuo. Ma come possono effettivamente estendere la loro influenza e lasciare un impatto duraturo sull’organizzazione?

Vediamo innanzitutto quali sono le principali differenze e sinergie tra Project Management e Change Management.

Da un punto di vista degli obiettivi, il Project Management si concentra sulla gestione delle attività necessarie al raggiungimento di risultati specifici in un progetto, rispettandone i requisiti ed i parametri. Il Change Management si concentra invece più sulle persone coinvolte nel progetto e su come gestire il cambiamento all’interno dell’organizzazione; tuttavia, entrambi condividono l'obiettivo di garantire il successo a lungo termine sia del progetto, che dell’organizzazione.

Per quanto concerne i Processi, il Project Management segue formalismi ben documentati, per es. il Waterfall o lo SCRUM, mentre il Change Management ha procedure meno formali e linee guida meno rigide, ma per massimizzare l'efficacia di un progetto è fondamentale che le due discipline siano applicate in tandem, integrando i loro flussi e le loro attività.

Nella visione classica del Project Management, il successo è misurato in base ai parametri sopra menzionati, mentre quello del Change Management è invece legato alla preparazione, alla volontà e alla capacità dell'organizzazione di accettare il cambiamento, all'adozione e all'utilizzo effettivo delle nuove soluzioni e alla realizzazione dei benefici. Il Project Management fornisce la soluzione, ma il Change Management assicura che questa venga adottata e generi i benefici attesi. Il Change Management può fornire al Project Management feedback sull'adozione e sull'accettazione del cambiamento da parte delle persone, consentendo di apportare modifiche o aggiustamenti per migliorare i risultati del progetto. In definitiva, il successo di un'iniziativa dipende sia dalla consegna efficace del progetto che dalla gestione ottimale del cambiamento. Studi hanno dimostrato una stretta relazione tra l'efficacia dei programmi di Change Management e la percentuale di progetti che raggiungono o superano gli obiettivi.

In sintesi, Project e Change Management sono due discipline distinte ma complementari: è allora possibile che il Project Manager assuma entrambi i ruoli per garantirne la massima integrazione?

Per estendere efficacemente la loro influenza e lasciare un impatto duraturo sull'organizzazione, i Project Manager possono:

  • Adottare un approccio olistico alla gestione del cambiamento: i Project Manager dovrebbero considerare gli aspetti umani del cambiamento, non solo gli aspetti tecnici. Ciò significa comunicare il valore specifico e significativo del cambiamento a ciascun stakeholder e dare al progetto un cuore che permetta al cambiamento di radicarsi.
  • Gestire le aspettative e la portata: comprendere la portata e la scala di ciò che viene introdotto è essenziale prima di intraprendere un progetto. I Project Manager possono utilizzare la loro esperienza e la conoscenza dell'organizzazione per fare le scelte più sagge sotto quest’ottica.
  • Essere consapevoli delle dinamiche di potere e della resistenza: Non tutti gli stakeholder sono fautori del cambiamento e possono al contrario manifestare resistenze. I Project Manager devono essere consapevoli di queste dinamiche e cercare di coinvolgere attivamente tutti gli attori che possano essere degli ottimi sostenitori del cambiamento, e lavorare su quelli che invece dimostrino scarso interesse o addirittura contrarietà. Esamineremo più avanti con maggiore dettaglio le questioni legate alla resistenza al cambiamento.
  • Comunicare efficacemente: la comunicazione è fondamentale per il successo di qualsiasi progetto di cambiamento. I Project Manager devono assicurarsi che la comunicazione avvenga in modo chiaro, efficace e completo sia verso l'alto che verso il basso nella gerarchia organizzativa.
  • Concentrarsi sui risultati a breve termine: creare risultati a breve termine (o “quick win”) è importante per mantenere lo slancio, l’interesse ed il supporto per il cambiamento. Tuttavia, è essenziale che questi risultati siano genuini e non il prodotto di artifici messi in campo ah-hoc con l’unico fine di condizionare le persone a favore dei propri obiettivi.
  • Sostenere il cambiamento anche dopo il completamento del progetto: buona parte dei Project Manager si discosta dal progetto dopo la sua implementazione, ma il Change Management non finisce qui. È importante pianificare e organizzare il tempo e gli sforzi necessari, con un’ottica proiettata al futuro, affinché il cambiamento diventi parte integrante del "business as usual".

La guida verso il cambiamento può avere molteplici approcci, che dipendono dalla natura del cambiamento stesso, dal contesto organizzativo e dalle caratteristiche delle persone coinvolte; tuttavia in quella visione olistica che abbiamo citato sopra, è importante agire contemporaneamente su più fronti, per ottenere i migliori risultati.

In primo luogo, è fondamentale coinvolgere le persone nel processo di trasformazione e sulla massimizzazione dei benefici che possono trarre da esso; contemporaneamente è necessaria un’attenta analisi volta alla comprensione delle loro reazioni emotive al cambiamento e alla gestione delle loro ansie e paure. Senza un’adeguata preparazione dei soggetti coinvolti, è quasi certo che nelle fasi iniziali ci troveremo ad interagire con persone disorientate, spaventate e con mille dubbi e domande: sarà allora più faticoso recuperare la fiducia e ripristinare la tranquillità in corso d’opera, sia perché saremo anche impegnati dalle attività operative vere e proprie, sia perché i pensieri negativi si autoalimentano con estrema facilità, e con il tempo diventano più difficili da sradicare.

Un'organizzazione pronta al cambiamento troverà più facile implementare e sostenere i nuovi modi di lavorare, e quindi raccoglierne i benefici. Ciò significa dotare le persone delle motivazioni e degli atteggiamenti per impegnarsi con le innovazioni, e farle funzionare.

Dobbiamo quindi aiutare i nostri stakeholder ad abbandonare i bias cognitivi che ogni essere umano sviluppa naturalmente, o comunque a mitigarli, per favorire l’accettazione del cambiamento ancora prima di metterlo in atto; questo risultato può essere raggiunto anche con eventuali incentivi per incoraggiare specifici comportamenti ed azioni durante il processo.

Per prepararsi al cambiamento, è essenziale comprendere a fondo la cultura dell'organizzazione. Osservare l'organizzazione al lavoro può rivelare molto sui suoi fattori culturali. Diversi modelli e sondaggi possono essere utilizzati per misurare gli aspetti della cultura o del clima e per valutare gli impatti dei cambiamenti in corso d’opera. Solo per citarne alcuni:<

  • Mappe Mentali: utili per catturare i punti di vista degli stakeholder.
  • Tecnica del "Why-What-How": per stabilire una gerarchia appropriata per i punti di vista degli stakeholder.
  • Matrice di Comparazione: per confrontare elementi rispetto a diversi criteri.
  • Mappe di Empatia: per comprendere meglio le prospettive degli stakeholder.
  • Analisi KSA (Knowledge, Skills, Abilities): per valutare le competenze del personale.

La cultura può ostacolare il successo della trasformazione per diverse ragioni, principalmente perché essa rappresenta un sistema di valori, credenze e comportamenti condivisi profondamente radicati. Questi elementi culturali, sviluppatisi nel tempo, possono entrare in conflitto con le nuove esigenze e i nuovi approcci introdotti. La cultura può spingere le persone a perseverare nello status quo, anche quando i benefici di una evoluzione organizzativa appaiono evidenti; addirittura può verificarsi il fenomeno della negazione dei risultati positivi, quando questi vengono associati ad altre motivazioni, o perfino al caso, pur di non riconoscere gli effetti di un insieme di attività strutturate, messe in campo appositamente per raggiungere gli scopi prefissati.

The Project Manager as an Alchemist of Change
Immagine generata con ChatGPT


La leadership ha un ruolo chiave nel plasmare la cultura e nel guidare il cambiamento; i leader possono influenzare la cultura attraverso i loro comportamenti, promuovendo l'umiltà, l'apertura all'apprendimento e la responsabilità. Quello della leadership è un fattore cruciale per il Project Manager che voglia portare i benefici del progetto, oltre il progetto stesso.

La leadership non deve essere però percepita come “oppressiva” e “calata dall’alto”: i risultati migliori e più duraturi si ottengono instaurando una Leadership Distribuita, che prevede la creazione di una rete di Campioni del Cambiamento tra gli stakeholder.

In primo luogo è necessario identificare stakeholder chiave, esperti in materia (SME) e utenti finali per co-progettare lo sforzo di gestione del cambiamento e assisterli nella sua realizzazione: questi possono essere leader formali (cioè con una posizione specificamente direttiva all’interno dell’organizzazione) o informali (ovvero senza una particolare posizione gerarchica, ma con un potere di influenza dato da anzianità, esperienza, carattere, o altri fattori non formali), ma la loro presenza è determinante per sponsorizzare il progetto e fungere sia da primi utilizzatori, che da pionieri del cambiamento, per diffondere messaggi positivi, guidare con l'esempio e aumentare l'entusiasmo per l'iniziativa.

I Project Manager possono sfruttare la loro posizione interfunzionale unica per guidare l’evoluzione attraverso questa intelligenza collettiva, ovvero la capacità di un gruppo di individui di lavorare insieme, condividere conoscenze e risolvere congiuntamente problemi, o prendere decisioni che vanno oltre ciò che un singolo individuo potrebbe realizzare da solo.

Un importante aiuto può arrivare dal PMO (Project Management Office). Il PMO è una risorsa preziosa anche per i Change Manager, fornendo guida, modelli e assicurando la conformità con la metodologia/approccio del progetto. Il PMO facilita la conciliazione dei profili di Project e Change Manager, e agevola il piano di realizzazione, monitorando la realizzazione dei benefici rispetto al piano stesso, fornendo quindi un determinante supporto strategico.

In ultimo, è altresì importante misurare il successo del fattore di trasformazione al di là dei parametri classici del Project Management. Una breve lista non esaustiva ci può suggerire cosa sia opportuno misurare:

  • Coinvolgimento nel cambiamento: le persone sono a conoscenza del cambiamento e dei suoi obiettivi?
  • Sentimenti riguardo al cambiamento: le persone sono generalmente favorevoli agli obiettivi del cambiamento?
  • Prontezza al cambiamento: le persone sono preparate e informate su cosa significherà il cambiamento per loro?
  • Progresso delle attività di cambiamento: quali e quante attività si stanno svolgendo?

È necessario effettuare un monitoraggio e una valutazione continui durante l'iniziativa di cambiamento per identificare le aree in cui sono richiesti interventi correttivi, tenendo comunque sempre presente che il livello di coinvolgimento può variare a seconda della fase in cui ci troviamo.

Comunicare i risultati alle persone che hanno fornito il loro contributo, spiegando come le loro informazioni siano state utilizzate e quali decisioni siano state prese di conseguenza, è un ulteriore tecnica per mantenere alto l’interesse ed il coinvolgimento degli stakeholder nel processo.

Conclusioni

Il project manager moderno è molto più di un semplice esecutore: è un leader del cambiamento che, attraverso l'applicazione di principi di pensiero imprenditoriale, intelligenza collettiva, e una profonda comprensione della cultura aziendale, può trasformare le sfide in opportunità, gestendo questa alchimia complessa e guidando l'organizzazione verso un futuro di innovazione e crescita sostenibile.

Bibliografia

  • AA. VV. - “The Effective Change Manager’s Handbook” (Kogan Page Limited – 2015)
  • Adrian Vogler – “Digital Management Practice: Mastering Exponential Change with Collective and Artificial Intelligence” (2024)
  • Barb Grant - "Change Management that Sticks: A Practical, People-centred Approach for High Buy-in and Real Results" (2023)
  • Esther Cameron,  Mike Green - "Making Sense of Change Management" (2024)
  • John P. Kotter, Dan S. Cohen - "The Heart of Change" (2002)
  • John P. Kotter  - "Leading Change" (2012)
  • [Lucidchart blog] - “Project Management vs. Change Management” (2025 Lucid Software Inc.)
  • [Wrike Blog] – “What Is Change Management in Project Management?” (2006-2025 Wrike, Inc.)
  • AA. VV. - "Organizational Behaviour and Change Management" (2023)
  • Darren McCabe - "Changing Change Management: Strategy, Power and Resistance" (2020)

    Immagine di copertina realizzata con Copilot