AI…SOTTO L’ALBERO

Approvato l’AI Act, lo scorso 8 dicembre da Commissione e Parlamento europeo.

Autore: Giovanni Lastoria   | 29 Dicembre 2023

AI...SOTTO L'ALBRERO

Come da tradizione, almeno qui a Milano e dintorni, il fine settimana a ridosso del 7 e 8 dicembre, è dedicato alla preparazione dell’albero di Natale.

Il passo successivo alla decorazione con addobbi e luci spetta alla scrittura della lettera dei regali desiderati.

Il fine settimana del 7 e 8 dicembre 2023 verrà però ricordato, per lo meno da tutte le persone interessate o preoccupate o in qualche modo già operanti nell’ambito dell’AI (artificial intelligence) e residenti nella comunità europea, per la firma dell’AI Act da parte del Parlamento e Consiglio europeo.

The Hub article, robot and human handshake

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L’importanza della notizia sta nel fatto che il pacchetto di norme su cui i 27 paesi europei si sono accordati, rappresenta il primo tentativo al mondo di fornire, ai cittadini, uno strumento legislativo, il cui scopo sarà quello di regolamentare tutti i settori in cui l’AI viene prodotta o utilizzata.

L’ambito in cui l’AI Act opererà non è solo quello puramente lavorativo e tecnologico, ma anche tutto ciò che riguarda l’interazione con il mondo della politica, della vita quotidiana di tutti i cittadini, della sicurezza e della privacy delle informazioni, dell’etica. Insomma, in parole povere, tutto il mondo che ci circonda.

Arrivare a un accordo non è stato facile. Il percorso iniziale risale al lontanissimo 2018, più di sei anni di lavoro, per trovare un buon punto d’incontro riconosciuto da tutti i 27 paesi dell’Unione.

La stessa seduta di approvazione ha portato via buona parte del tempo per questioni maggiormente legate ad aspetti politici. Solo una volta indirizzati questi ultimi, la palla è stata passata ai tecnici per le rifiniture più di dettaglio.

Ad ogni modo il giorno 8 dicembre, l’accordo è stato firmato e oggi l’Europa è la prima ad avere delle norme che regolano la realizzazione, il rilascio e gli impatti che un prodotto basato sull’Artificial Intelligence può avere sulla società, in generale.

In coda all’articolo trovate il link al documento ufficiale, ma proviamo a vedere qualche dettaglio in più su come è stato impostato e su cosa prevede l’AI Act.

I primi quattro articoli inquadrano lo scenario generale e sono stati volutamente scritti con un senso molto neutrale, proprio per evitare di limitare potenziali sviluppi futuri che oggi non è facile o possibile immaginare.

Il primo articolo in particolare identifica l’ambito di competenza dell’AI Act, quindi le regole per rilasciare un nuovo prodotto sul mercato e l’uso di prodotti di AI all’interno dell’UE.

Prosegue definendo quali sono aree proibite all’uso di prodotti di AI, quali sono i requisiti da rispettare e gli obblighi a cui ogni produttore deve attenersi nel caso si vada a operare su prodotti o ambienti classificati come ad alto rischio.

L’articolo si chiude con l’indicazione delle regole per realizzare prodotti di AI che possono avere un impatto sulle persone, a titolo di esempio: sistemi di riconoscimento delle emozioni o classificazione di parametri biometrici e tutto ciò che riguarda la manipolazione di audio, immagini e video.

In ultimo, viene riportato un set di regole per quello che riguarda il controllo e la sorveglianza di luoghi e persone.

L’articolo 2 va invece a definire lo scopo dell’AI Act, mentre il terzo si occupa di definizioni, cercando di fare chiarezza sugli “oggetti“ che ruotano intorno al mondo AI.

Per cui si passa dai più semplici concetti di cosa si debba intende per un “AI system” a cosa sia un “provider” o chi sia uno “user”, fino ad arrivare alle meno immediate definizioni di “making available on the market” o “remote biometric identification system.”

L’ultimo articolo della sessione iniziale, il quarto, è una porta aperta su quello che potrà essere il futuro, per il quale Commissione e Parlamento europeo si riservano di poter modificare l’Allegato I, ovvero ARTIFICIAL INTELLIGENCE TECHNIQUES AND APPROACHES.

Oltre a regolamentare gli aspetti legati alla produzione, commercializzazione e protezione del copyright, attività più attinenti al business e allo sviluppo di aziende, l’AI Act dedica parecchio spazio al controllo delle persone, inteso ovviamente in questo caso, come supporto ai corpi di polizia.

Close up image of an eye

Si parla di possibilità di controlli biometrici in tempo reale sul singolo cittadino, fino alla possibilità di utilizzare la polizia predittiva. Vi viene in mente il film Minority Report? Bravi! Esattamente quella situazione lì!

Al momento, l’AI Act proibisce l’utilizzo di questi tool e dei dati prodotti e, soprattutto, se legati a un singolo cittadino saranno consentiti solo in forma anonima e ovviamente solo per i corpi di polizia. Sono state considerate solo tre eccezioni, situazioni specifiche in cui le forze di polizia potranno avvalersi di tecnologie basate su AI, un esempio su tutti è rappresentato da scenari di potenziali attacchi terroristici.

Tuttavia, il fatto che si consideri il potenziale utilizzo di certe soluzioni e che si senta la necessità di regolamentarle, ci dovrebbe portare a riflettere sul fatto che, ci piaccia o meno, l’uso dell’AI è già ben avviato all’interno delle nostre società; quindi, probabilmente potrebbe essere meglio spendere le nostre energie per cercare di sfruttare al meglio questa tecnologia, piuttosto che combatterla attraverso battaglie già perse, magari non in partenza, ma comunque alla lunga.

Insomma, come tutti i regali desiderati e inseriti nella lista di Natale, capita a volte che al momento di scartarli, si rimanga un po' delusi dal contenuto. Ci si aspetta sempre qualcosa di diverso o di più completo. Ecco, l'AI Act potrebbe darci la stessa impressione, ma vista la complessità e l’eterogeneità degli ambiti impattati, l’accordo preso dai 27 paesi rappresenta una buona ed importante base, su cui si potrà decisamente crescere nei prossimi anni.

Per approfondire: